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Impermeabilizzare il tetto senza rifarlo

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L’impermeabilizzazione di un tetto è uno degli interventi più importanti nel campo dell’edilizia, perché essenziale a proteggere un edificio, offrendo una prima barriera all’azione corrosiva degli agenti atmosferici e impedendo infiltrazioni di umidità all’interno del plesso abitativo.

La casa è, infatti, il luogo dove ci sentiamo al sicuro e protetti, l’ambiente dove far crescere sani e sereni i nostri figli e trovare i nostri spazi.

Ma cosa accade, quando questo luogo della famiglia diventa un ambiente ostile, o dove si soffre per un irraggiungibile comfort abitativo?

Infiltrazioni di acque ed umido sono tra le principali cause che rendono complicata, se non impossibile, la vivibilità in casa.

Muffe e condense sono solo la parte visibile dell’umidità in una abitazione, quando le coperture risultano danneggiate in tutte le parti, o quasi.

Cosa fare allora, se una copertura presenta delle zone danneggiate e responsabili di possibili infiltrazioni di acque?

In alcune situazioni è sempre meglio rifare interamente il tetto, così da garantire “tenuta” e affidabilità per almeno un altro decennio.

Ma poiché gli interventi di rifacimento totale delle coperture sono parecchio onerosi in termini di tempo e di investimento economico, si cerca, laddove si può, di sistemare e manutenzionare il tetto attuale al meglio delle possibilità.
Quindi impermeabilizzare il tetto senza rifarlo si può!

In cosa consiste allora l’intervento di impermeabilizzazione di un tetto già esistente?

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Impermeabilizzazione di un tetto: in cosa consiste e quando si fa

Impermeabilizzare il tetto

L’intervento di impermeabilizzazione si esegue con la posa di una copertura sopra il tetto con lo scopo di rivestimento e protezione per l’abitazione, scongiurando l’infiltramento di acque, e di umido quindi, soprattutto durante i mesi con piogge abbondanti e condizioni climatiche avverse.

La copertura di una abitazione è la porzione sicuramente più esposta all’azione corrosiva di pioggia, vento, grandine e neve e il suo stato determina la qualità di vita all’interno dell’abitazione.

Quando i tetti non sono ben impermeabilizzati offrono una barriera parziale di isolamento per l’umidità, con il conseguente formarsi di muffe, visibili sul soffitto, all’interno delle abitazioni.

Le penetrazioni di umido può determinarsi o in maniera localizzata, se il tetto risulta danneggiato solo in alcune sue parti, oppure rappresentare un danno più generalizzato, soprattutto quando la cattiva impermeabilizzazione riguarda tutta la sua struttura di base.

Se entra acqua in una abitazione vuol dire che una copertura non è più in grado di mantenere corrette e costanti condizioni igrotermiche e va quindi fatto un sopralluogo per valutare lo stato di partenza della impermeabilizzazione attuale, evitando così situazioni di disagio abitativo come condensa e muffe.

I pericoli della muffa: non solo problema estetico

Le muffe sono microrganismi appartenenti al regno dei funghi, che si spostano nell’aria e depositano sulle superfici attraverso spore.

Ambienti particolarmente sollecitati da condizioni di umido costante, possono diventare terreno fertile per la proliferazione di muffe.

La muffa è un nemico in un primo momento invisibile, ma che nel giro di pochissimo tempo è in grado di penetrare dal sottotetto, se non bene impermeabilizzato, fino a fare il suo esordio lungo angoli o zone del soffitto, rendendosi visibile come macchie scure.

Chiaramente il pericolo rappresentato dalle muffe non è solo di natura estetica, ma le spore tossiche espongono gli esseri viventi a disturbi respiratori anche importanti, come allergie, infezioni e asma.

Le muffe colpiscono soprattutto i soggetti con un sistema immunitario più fragile, come bambini e anziani o persone con pregresse patologie a carico del sistema respiratorio.

Ma anche i soggetti generalmente sani possono risentire di problematiche se esposti per molto tempo all’azione respiratoria dall’ inalazione delle spore tossiche della muffa.

Si sviluppano così anche gravi forme allergiche, mal di testa frequenti, tosse, raffreddori ricorrenti, congiuntiviti, affaticamento, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, fino a casi di emorragia polmonare e alcune forme di tumori.

Pertanto vivere all’interno di un ambiente con elevata presenza di condensa e muffe diventa troppo compromettente per la salute ed è necessario correre ai ripari.

Se pertanto la causa delle muffe è da addebitarsi al vapore e alla pioggia che penetrano a causa di danni alla copertura, è fondamentale, oltre che urgente, provvedere con soluzioni di impermeabilizzazione del tetto.

Perché un tetto “fa acqua”

Se entra umido dal tetto vuol dire che uno degli elementi impermeabilizzanti non svolge più il suo ruolo di isolamento come dovrebbe e per questo bisogna provvedere al più presto.

Sono tanti i motivi per i quali può determinarsi una infiltrazione di umido.

In primo luogo gioca molto l’età dell’edificio. Un’abitazione vecchia, avrà anche una copertura alquanto datata e quindi più necessitante di soluzione, manutenzione o addirittura di rifacimento.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è anche la scelta dei prodotti e materiali utilizzati per poter posare in opera il tetto attuale.

Realizzare un tetto è una delle attività edilizie più onerose e costose e quindi, accade spesso, che si tenda a rimandare questo intervento il più possibile o a optare per materiali e prodotti non sempre di altissima qualità, così da avere l’illusione di un risparmio per il lavoro.

In verità, quando si pensa di stare risparmiando qualche euro, si stanno solo creando le condizioni future per ulteriori spese.

I tetti che non trattengono l’ingresso di acque diventa un problema che si traduce in umidità interna dell’abitazione, muffe e condense che attentano alla salute, oltre a rappresentare un esborso in bolletta per i consumi di gas e luce.

Quando un tetto non è impermeabilizzato e coibentato a dovere è facilmente causa di dispersione termica o di cattiva gestione delle temperature interne.

Pertanto un illusorio risparmio sarà invece motivo di ingenti spese in condizionatori d’estate o riscaldamento in inverno.

Esiste poi una ulteriore causa rispetto all’avere tetti che non proteggono dall’infiltrazione di umido: l’essersi affidati ad imprese edili non professioniste né specializzate.

Il tetto è una delle parti più importanti dell’abitazione, o di un palazzo, e quindi non può essere affidato a chiunque, né tanto meno essere oggetto del “fai da te”, neppure in caso di leggere riparazioni.

Quando allora un tetto non garantisce più la giusta protezione e copertura dalla infiltrazione di umidità nello strato sottostante, è bene rivolgersi a personale qualificato che sappia in maniera assolutamente obiettiva e professionale valutare lo stato di partenza del tetto, stimando gli esatti interventi da eseguire.

Non sempre infatti è necessario impermeabilizzare un tetto intero, talvolta infatti è possibile eseguire degli interventi mirati, concentrati solo in alcune aree e zone delle coperture.

In alcuni casi inoltre è possibile utilizzare gli stessi materiali per svolgere il lavoro, mentre per altri contesti risulta invece sempre preferibile per la struttura la scelta di materiali moderni e all’avanguardia, soprattutto per scongiurare nuovi interventi, oltre a nuove spese, nel giro di pochi anni.

Chiaramente conta molto lo stato di partenza del tetto, per capire a fondo lo stato di restauro o di rifacimento.

Ma soprattutto va tenuto in considerazione che non è sempre necessario dover rifare un tetto da zero: l’intervento di professionisti serve anche a valutare obiettivamente gli interventi necessari da quelli possibili.

E impermeabilizzare il tetto senza farlo nuovamente si può.

Come impermeabilizzare i tetti?

Impermeabilizzare il tetto senza rifarlo

L’intervento di impermeabilizzare un tetto viene eseguito applicando uno strato di guaina, che si chiama membrana, e che è caratterizzata da una certa sua porosità minima.

Sono diverse le tipologie di guaina da utilizzare e la scelta viene fatta in funzione del tipo di rivestimento del tetto (ad esempio se con tegole o superficie calpestabile) di un edificio e del tipo di finiture da realizzare.

In generale le guaine più utilizzate sono:

  • membrane bituminose;
  • membrane autoadesive;
  • membrane polimeriche;
  • membrane autoprotette;
  • impermeabilizzanti liquidi;
  • teli impermeabilizzanti traspiranti.

Queste tipologie di guaina hanno tutte lo scopo di proteggere il tetto rivestendolo in parte o totalmente, così da sopportare le escursioni termiche, offrire resistenza meccanica agli agenti atmosferici e ai raggi UV e preservare le infiltrazioni di umidità negli strati inferiori.

La scelta di una membrana rispetto ad un’altra è condizionata dalla tipologia del tetto, dalla spesa e dalla resa che si intende ottenere.

Quanto costa far impermeabilizzare un tetto?

I prezzi per il rifacimento o restauro della guaina del tetto sono assolutamente variabili e vanno in relazione in primo luogo allo stato di partenza del tetto e del tipo di intervento da fare, se appunto soluzioni di ricostruzione totale o restauro.

Vanno poi considerati i costi per i materiali se più moderni e all’avanguardia, oltre alla superficie da ricoprire con le membrane isolanti.

Va comunque considerata sempre l’attuale possibilità di una soluzione richiedendo agevolazioni per alcuni tipi di intervento. E questo vi rientra.

Se sei residente nella provincia di Catania e anche il tuo tetto ha bisogno di un sopralluogo, perché il livello di impermeabilizzazione offerto non è più dei migliori, contattaci per ricevere informazioni o richiedere un preventivo, RG2: impresa edile Catania sarà felice di poter essere utili alle tue necessità abitative e proporti la soluzione migliore.

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