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Il ruolo e l’importanza del paesaggio nel design delle case passive

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Natura e design non sono mai andati così d’accordo, soprattutto in un’epoca come quella attuale, in cui è necessario salvaguardare l’ambiente con scelte consapevoli e responsabili, e abbracciare un approccio ecosostenibile volto al risparmio sui consumi.

Probabilmente i più appassionati di arredamento e design conosceranno già l’impegno e l’operato del botanico francese Patrick Blanc che per primo sperimentò il Mur Végétal, la prima parete erbosa verticale che cresce sul muro di un palazzo. 

Celebre è la sua frase: “io so cosa fare con le piante, gli architetti no”, a significare la sua passione, una vera e propria missione, nell’integrare il paesaggio all’interno della progettazione edilizia, con l’obiettivo di ottenere un vero e proprio polmone verde in grado di ripristinare quel verde necessario alle grandi metropoli.

Dai suoi primi progetti di pareti vegetali, in collaborazione con famosi architetti suoi contemporanei, Blanc realizzò numerose installazioni che sono diventate delle vere icone green sparse per il pianeta, come nel Centro Caixaforum a Madrid, alla Défense di Parigi, in Asia, in Australia, in Kuwait, in una delle pareti dell’Hotel Athenaeum a Londra, in Portogallo. 

Le pareti vegetali, in sintesi, sono dei giardini pensili, dei prati verticali che, attraverso un avanzato sistema di irrigazione, crescono in altezza e ricoprono i muri dei palazzi storici e rappresentativi delle nostre grandi città, delle capitali europee, come nelle metropoli all over the world

Si stima che un muro vegetale, come lo ha concepito il botanico d’oltralpe, sia in grado di ripristinare l’ossigeno vitale e necessario al centro cittadino, e consista allo stesso tempo di uno spazio verde di design letteralmente strappato al nucleo urbano, costellato di vie, metropolitane, strade, in cui non c’è più spazio per un angolo di terra viva. 

Paesaggio e design si incontrano con una missione specifica e ben precisa, far rifiorire le città da un punto di vista sostenibile, e regalare uno spazio green agli occhi e alla mente. 

Questo è un po’ il concept stesso delle case passive a impatto zero, in cui si cerca di coniugare funzionalità abitativa con paesaggio, condizioni igrometriche, arredamento, energie rinnovabili disponibili e, perché no, feng shui e arte dell’abitare. 

L’architettura del paesaggio

Disponendo in maniera adeguata alberi, arbusti, cespugli, piante rampicanti, fiori all’esterno e all’interno della casa è possibile ridurre i consumi energetici in maniera sostanziale e rendere l’ambiente confortevole durante l’estate e l’inverno: in pratica, un giardino organizzato e concepito in modo ottimale aumenta il valore della casa e aggiunge quel plus green che fa bene alla bolletta. Come? Innanzitutto è necessario partire da una certezza: la presenza di uno spazio verde riduce i costi del riscaldamento del 15%, mentre i consumi del condizionatore si abbassano fino al 50%.

Nello specifico, in fase di progettazione di una casa o di un condominio è doveroso considerare diversi fattori, e uno di questi è la presenza di alberi e zone verdi che sono in grado di ridurre gli sprechi energetici in modo considerevole.

Le tre applicazioni pratiche di vegetazione all’interno di un progetto edilizio consistono nell’uso di alberature per ombreggiare, nell’impiego di siepi lungo il perimetro, nella realizzazione di piante frangivento che limitino le infiltrazioni di aria e gli spifferi in casa.

Approfondiamo ora tutte le strategie eco-green che si possono utilizzare per conservare l’energia e favorire un ambiente salubre, benefico, migliore come quello ipotizzato per le case passive.

1) Alberi

Piantare un grande albero nei pressi della casa crea ombra, e può abbassare la temperatura all’interno della stanza di ben 5, 6° C.

Si raccomanda di scegliere varietà caduche che in autunno perdono le foglie: durante la stagione estiva questi proteggono dalle radiazioni dei raggi solari, mentre in inverno permettono al calore di entrare nel muro, che manterrà tepore all’interno dell’ambiente domestico.

Gli alberi migliori da piantare per risparmiare e conservare energia sono gli aceri, le betulle, gli ippocastani, i salici, i tigli, gli olmi, le querce, i platani, i pioppi.

Ricordiamo sempre che una casa, se esposta da  sud-est a ovest, può ambire ad essere la basa di una casa passiva, in quanto permette un risparmio notevole sul condizionatore durante le giornate più calde, torride e afose: la combo con un giusto numero di alberi riduce l’emissione di CO2 e di calore a livelli sostanziali, favorendo il benessere all’interno dell’ambiente.

2) Piante rampicanti e spalliere

Con l’ausilio delle piante è possibile refrigerare non solo il livello del tetto, ma anche i muri delle case, piantando spalliere e varietà rampicanti che crescono a ridosso delle pareti grazie a particolari sostegni.

Glicine, gelsomino, ma anche pomodori e viti di uva che si propagano dalla terra al tetto collaborano a proteggere la casa dal caldo in estate e dal freddo gelido in inverno, contribuendo a isolare l’edificio dal punto di vista termico e acustico. Inoltre, le piante rampicanti come l’edera, assieme ai fiori profumati e agli orti pensili, sono interessanti strategie di design perfette per creare uno stile rustico, country chic, o regalare semplicemente un angolo verde all’urbanistica della nostra città grigia e polverosa.

3) Pergolati

Installare delle tettoie di legno è un’altra strategia green perfetta per ridurre il calore e conservare l’energia, isolando l’ambiente dal freddo e dal gelo durante l’inverno: inoltre, queste strutture si possono sfruttare come sostegni per gelsomini, iris, glicine, edere e viti del Canada, e abbellire da un punto di vista estetico.

4) Frangivento

Piante come agrifoglio, alloro, lauro, e le conifere come i cipressi e i pini, caratteristiche tipiche dei panorami nei Paesi del Nord Europa, funzionano perfettamente da barriere frangivento e ostacolano le infiltrazioni d’aria, gli spifferi, le folate di vento e di gelo che costituiscono quasi il 50% del dispendio sui consumi del riscaldamento.

Oltre agli alberi e alle piante che ricordano subito le capitali europee in cui è sempre Natale, si possono piantare arbusti, cespugli e siepi più basse, se le metrature richiedono strategie salvaspazio intelligenti!

5) Siepi 

Le siepi aumentano il comfort domestico, ma il loro valore è aumentato con il lievitare del costo del carburante: studi recenti hanno dimostrato che la presenza di arbusti e di viali alberati, o semplicemente di una siepe attorno al perimetro e al recinto della propria attività e casa, riduce del 20% i costi di riscaldamento rispetto a un edificio completamente esposto al vento.

Concludendo, alberi, arbusti, cespugli, piante rampicanti, viti, una buona progettazione del giardino attorno alla casa possono ridurre i consumi di energia e impattare in maniera inferiore sui costi di aumento della bolletta del riscaldamento e del raffreddamento del condizionatore, facendo sì che sia più semplice una trasformazione verso il concetto di casa passiva.

Proprio come nei progetti del botanico Patrick Blanc, che con il suo sogno cercò di fondere paesaggio e urbanistica in un unico concetto, migliorando la qualità della vita dei cittadini nel mondo.

L’arredo verde come elemento chiave per la ristrutturazione di una casa passiva

Chiaramente, come abbiamo visto, il green design offre una maggiore tutela per l’efficacia e la resa di una casa passiva, oltre ad apportare non pochi benefici all’ambiente. Ma questo non è ovviamente sufficiente a rendere un immobile “energeticamente autonomo” né a garantire la massima resa nelle sue prestazioni o il massimo risparmio economico.
La scelta dei materiali adeguati per le case passive, infatti, unita alle strategie più efficaci di edilizia sostenibile, portano ad un elevato comfort e isolamento termico, senza utilizzare gli impianti di riscaldamento “classici” o aria condizionata, ma beneficiando indirettamente, e quindi in modalità “passiva” di fonti energetiche alternative, così da soddisfare il fabbisogno energetico.
Conoscere bene il funzionamento di tutta una serie di dispositivi passivi serve a soddisfare praticamente in maniera intera i fabbisogni energetici di una casa passiva. Proprio per questo emerge la necessità di progettare, o anche ristrutturare, una casa in chiave passiva e di selezionare e trovare i più giusti professionisti per il rifacimento. Parlando proprio di casa passiva, infatti, la ristrutturazione di abitazioni da “tradizionali in passive” non è alla portata di tutti e richiede una profonda competenza di tecnologie che non si esaurisce con le classiche informazioni e tecniche delle ristrutturazioni edili.

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